“Un espresso, per favore!” Cosa c'è dietro questa frase? Spesso sentiamo dire questa frase, la sentiamo tutti i giorni, troppo spesso senza il “per favore”

Bon ton a parte, il caffè espresso può definirsi come una grande conquista dell’umanità, al pari dell'invenzione della ruota, della teoria della terra rotonda e dello sbarco sulla luna. Stiamo parlando di un’invenzione non solo tecnologica ma fondamentalmente sociale: penso che dopo di essa solo lo smartphone stia riuscendo in tale impresa.

Aspettate però…torniamo un attimo indietro di qualche anno, gli anni delle innovazioni e della rivoluzione industriale, gli anni della nascita di nuove classi sociali e di nuovi ritmi.  L’anno della nascita…L’idea iniziale fu, alla fine del 1800, di un imprenditore torinese, Angelo Moriondo.


Il principio era quello di avere una bevanda di caffè che fosse preparata all’istante, rapidamente… espressamente!


Passano un bel po' d’anni, si arriva all’inizio del 1900, la grande storia del caffè espresso diventa realtà, un inventore milanese perfezionò e registrò il brevetto di una macchina a vapore acqueo con preistorici portafiltri dove porre caffè macinato e compresse. L’Italia è in pieno fenomeno industriale e tecnologico; le menti degli inventori pensano e creano, le mani degli impiegati e gli operai in fabbrica lavoravano sempre di più e velocemente: tutti hanno bisogno di sostegno. Il caffè è pronto a prendere il suo posto!

Ben presto le caffetterie, da luoghi tranquilli, da conversazione, diventano bar con ritmi sempre più veloci per lavoratori ed operai alla ricerca di una ri-carica di caffeina. Di pari passo con i nuovi vocaboli della caffetteria, durante campagne per “italianizzare” parole straniere, nasce il termine barista, traduzione dell’americano barman, mestiere già in voga nei primi anni del secolo; sarà poi una nota multinazionale americana a far esplodere di fama globale la professione del barista.


I primi ad essere felici sono proprio i baristi: il loro lavoro diventa fisicamente più facile ed iniziano ad avere tempo di chiacchierare e intrattenere i loro clienti durante l’estrazione del caffè.

Il caffè espresso diventa sempre più presente. In ogni quartiere di ogni città, o piccolo paese, aprono bar e caffetterie che in poco tempo diventano punti di ritrovo dal carattere leggero.

La cultura del caffè italiana è fatta! Creata nella prima metà del secolo, in questi anni si consolida, diventa forte e “massiccia” e non si muove nonostante i crescenti livelli di globalizzazione.

Il caffè espresso è un “lusso popolare”, basta pensare al “caffè in sospeso” a Napoli.

Inventando la prima macchina per l’estrazione del caffè, più comunemente macchina per espresso, l’Italia ha di conseguenza inventato e contribuito alla grande storia del caffè espresso, è storia scritta. Il caffè Espresso è diventato un patrimonio dell’umanità, piuttosto che di un singolo paese.

Il nuovo millennio, porta con sé una carica di sperimentazione e di ricerca sul caffè in tutti i suoi aspetti: il caffè espresso sta diventando sofisticato e raffinato, in alcune realtà, sono la quotidianità.


Certo… quello che tutto il mondo invidia, e continuerà a farlo, della cultura italiana, vecchia e testarda, è l’aspetto sociale, la cura e la dedizione al servizio dietro una tazzina di Espresso.