Portare alle labbra una tazza di caffè fumante è un gesto comune in buona parte del mondo, ma quanti di voi conoscono le leggende delle origini del caffè?



La vera origine del caffè è probabilmente nascosta tra I misteri, le leggende e I racconti dell’estremo Oriente, ma gli studiosi hanno raccolto sufficienti prove che la bevanda fosse conosciuta in Etiopia ‘da tempo immemore’.



La scoperta di questa preziosa bevanda è assai controversa ma molti  sono ormai d’accordo nell'affermare che sia nata l’usanza nutrirsi di queste bacche essiccate (chicchi di caffè) per scopi terapeutici oltre che come eccitante per rimanere svegli più a lungo. Molti però sono i miti e le leggende che ruotano intorno al caffè, ma pochi si saranno documentati sull'origine della bevanda, la sua storia, il suo significato sociale, infatti sulle sue origini vi sono molte leggende.



Una delle tante leggende è quella, anche se poco nota, su Maometto dove si narra che un giorno in cui il Profeta stava poco bene e l’Arcangelo Gabriele gli venne in soccorso, portandogli una pozione inviatagli direttamente da Allah. La bevanda era scura come la Sacra Pietra Nera della Mecca, comunemente chiamata “qawa”. Maometto la bevve, si rianimo’ di colpo e ripartì per grandi imprese.



Tra le tante leggente troviamo accenni nell’Odissea, dallo scrittore Omero, che nomina il caffè, definendola una bevanda “Utile contro i dispiaceri, i rancori e la memoria dei dolori” in grado di far passare il sonno ma soprattutto di far smettere di piangere. In effetti oggi è stato scientificamente provato che il caffè, oltre che ad essere uno stimolante, blocca quasi all'istante le secrezioni delle ghiandole lacrimali e allontana i dispiaceri e la tristezza. Nel racconto (Canto IV dell’Odissea) Elena di Troia, che aveva ricevuto dei chicchi di caffè in dono dalla regina d’Egitto Polidamne, aveva servito del caffè mescolato al vino, per rallegrare Telemaco e i suoi compagni, disperati per la sparizione di Ulisse



La storia più conosciuta resta quella di un piccolo pastore dello Yemen, di nome Kaldi, che curava un piccolo gregge di capre, un giorno, come tutte le volte le portò al pascolo ma dopo un bel po' di tempo lontane si accorse che non tornavano indietro. Partì a cercarle, e alla fine le trovò intente a cibarsi delle bacche di un curioso arbusto. Le capre erano molto ghiotte di queste bacche, ed inoltre il piccolo Kaldi notò che erano più agitate e scattanti del solito. Kaldi decise di raccogliere un po’ di queste bacche e di portarle al vicino monastero Chehodet, dove vivevano dei monaci molto saggi che usavano preparare decotti con erbe, frutta e bacche. Dopo avergli raccontato l’accaduto, i monaci decisero di utilizzare quelle bacche per preparare un decotto, che utilizzarono per rimanere svegli più a lungo per riuscire a pregare tutta la notte.


Un’altra leggenda invece parla di un grande incendio propagatosi in Abissinia, dove, crescevano molte piante di caffè. L’incendio si estese per decine di chilometri, e l’aroma del caffè che bruciava si avvertiva a decine di chilometri di distanza. Secondo la storia fu proprio grazie a quest’incendio, che potremmo paragonare ad una vera e propria “torrefazione naturale” che gli uomini scoprirono i benefici del caffè.



Un’altra leggenda parla di un uomo di nome Omar, proveniente da una città di Mocha. Quest’uomo faceva di mestiere il guaritore, un giorno fu bandito dalla sua città natale e costretto a rifugiarsi in una vicina grotta. I giorni passavano e Omar viveva di fame e di stenti, finché non vide degli alberelli con delle strane bacche, anche se potevano essere velenose, decise ugualmente di raccoglierle per cibarsene. Purtroppo queste bacche erano troppo dure per essere masticate, così decise di abbrustolirle e bollirle con dell’acqua. Assaggiata la bevanda, Omar recuperò le forze che ormai lo stavano abbandonando. Avendo capito che il merito era da attribuirsi a quelle bacche miracolose, somministrò il caffè anche a un gracile viaggiatore debilitato anche lui dalla fame, che miracolosamente rinvigorì e poté riprendere la strada di casa. In poco tempo la notizia della guarigione del pellegrino fece il giro della città e Omar fu riaccolto con tutti gli onori nella sua città.