“Il tempo di un caffè” è un modo di dire ormai entrato nel nostro vocabolario, talmente comune e diffuso da diventare parte integrante nei dialoghi quotidiani.


Noi italiani infatti, abbiamo un legame con il caffè talmente radicato, a tal punto da misurare il nostro tempo con le tazzine? “Giusto il tempo di un caffè e arrivo” “Prendo un caffè al volo e ti raggiungo” “Dai, prendiamoci un minuto per il caffè” e così via.


Ad esempio molti saltano la colazione, altri amano cappuccino e cornetto o fette biscottate, ma nessuno rinuncia al suo caffè appena messi i piedi giù dal letto: nero, bollente, tiepido, macchiato, amaro, dolcissimo, in tazza grande, in tazzina calda e magari personalizzato, ristretto, doppio, lungo e così via purché sia caffeina.


Raramente ci fermiamo a riflettere sui comportamenti e sulle abitudini che assumiamo e così, con l’andar del tempo, siamo sempre meno in grado di cogliere quei piccoli segnali che ci indicano che qualcosa d’importante si sta modificando, a livello individuale e sociale.


Ma che fine hanno fatto i piccoli gesti quotidiani e le abitudini di un tempo?

Pensate qual era il piacere che si provava nel prepararci un buon caffè con la vecchia caffettiera: l’acqua, la miscela e, in tempi ancor più remoti il macinino di legno. E poi l’attesa…il rumore del caffè che sale, il vapore che esce dalla moka, l’aroma che si espande nell'aria…Come già detto nell'articolo precedente, parlando della nostra amatissima Moka…

Oggi molte abitudini si sono perse o non vengono più vissute come una volta, queste reazioni ci dimostrano come ormai si sia perso il piacere della pausa. Fermarci per goderci l’attimo che stiamo vivendo, rispettare i ritmi e i tempi, vuol dire rispettare in primis noi stessi e le nostre esigenze.

Dedicare del tempo ad amici o parenti dietro un caffè, ormai è qualcosa di raro sopratutto nelle grandi città dove le corse frenetiche e le ore interminabili di lavoro hanno priorità. Diversamente al sud questo resta un rito intoccabile e immancabile, passare del tempo con la scusa del caffè non manca mai, e almeno una volta al giorno si sentono o dicono frasi del genere: ci prendiamo un caffè? ti va un caffè? posso offrirti un caffè? ci vediamo il tempo di un caffè? facciamo colazione prima di andare a lavoro?


Stiamo confondendo la lentezza che una pausa caffè, un momento di relax, di incontro può darci con una perdita di tempo, senza renderci conto al contrario che un momento di piacevole relax e attesa, non ci immobilizza affatto ma, al contrario, ci consente di muoverci in una dimensione che sempre più tendiamo a trascurare: quella del pensiero e della riflessione dietro un ottimo caffè soli o in compagnia. 


Se è vero quindi che l’esperienza più bella è data dal viaggio, che riusciamo ad immaginare mentre aspettiamo con calma che il nostro caffè sia pronto e… goderci l’attesa!

Il caffè insomma, è un rito fatto di abitudini antiche e gesti intrisi di tradizione: sia per iniziare un nuovo giorno con energia, che per accompagnare ogni momento o suggellare quelli da ricordare. Senza caffè, ammettiamolo, che vita sarebbe?

Il buon risveglio condiziona l’umore che ti accompagna durante tutta la tua giornata, come anche i caffè durante la giornata che ci danno la carica per arrivare alla sera.

Le coccole più autentiche e sincere le vivi a casa con i tuoi affetti e sono sempre accompagnate da una tazzina di caffè, e dove sei circondato da ciò a cui tieni maggiormente.

Il primo caffè del mattino se preparato e gustato con amore diventa l’irrinunciabile abitudine a 360°.

Quando si pensa al profumo di caffè che si diffonde al mattino per tutta casa, l’immagine è senza dubbio quella della caffettiera sul fornello che borbotta la sveglia. La moka è il vero simbolo di quella che per noi italiani è una tradizione irrinunciabile.

La ritualità della preparazione della classica Moka migliora sempre di più, questo grazie anche all'informazione e la sperimentazione che oggi è molto più semplice da condividere attraverso i social.

Ammettiamolo il caffè rappresenta il rito più bello e unico delle nostre giornate, di cui non riusciremmo a fare a meno.