Un articolo pubblicato dal Corriere della Sera certifica che il caffè italiano è il migliore al mondo. Non c'è da stupirsi, che il caffè è diventato, nel corso dei secoli, il simbolo per eccellenza del made in Italy, soprattutto, la cultura del caffè, in Italia, è qualcosa che entusiasma e che unisce!


C'è da dire però che il caffè italiano per eccellenza è il caffè corto, ovvero il cosiddetto caffè espresso. Che non va confuso assolutamente con il caffè ristretto, cosa a se.


In un articolo precedente abbiamo visto perché il caffè italiano è il migliore del mondo.
Secondo molti studi di esperti, il caffè corto italiano è apprezzato a livello mondiale soprattutto per il gusto. Rispetto ad altre tipologie di caffè, infatti, l’espresso risulta più intenso e aromatico, unendo così, ai benefici della caffeina, un gusto molto gradevole, sia durante che fuori pasto.


Particolare importanza ha uno studio di Vincenzo Fogliano, il professore universitario che ha scoperto tutte le proprietà della tostatura nazionale “intensa”, l’unica che rende il caffè meno acido e ha una potente azione antiossidante. L’importante è informarsi sempre sul tipo di torrefazione. E, possibilmente, assistere alla macinatura dei grani mentre viene preparata la tazzina.


PIÙ È INTENSO PIÙ PIACE AGLI ITALIANI


Dunque, più è “intensa” la tostatura, caratteristica  italiana, tanto maggiori sono i vantaggi per la salute: «Le tostature “chiare” sono tipiche dei paesi anglosassoni, quelle “scure” sono diffuse soprattutto nel bacino del Mediterraneo», spiega Fogliano, ricordando «La tostatura all'italiana piace perché rende il caffè meno acido, migliora il gradimento del prodotto e permette di formare determinati aromi. Ma gli studi evidenziano che il caffè scuro riduce l’acidità dello stomaco e ritarda la secrezione gastrica, in maniera più sensibile rispetto al caffè tostato chiaro». Lo spiega bene nella sua ricerca Vincenzo Fogliano, esperto di Chimica degli alimenti, oggi direttore del Dipartimento “Food Quality” all'Università di Wageningen.


 «Ci sono tantissimi studi sul caffè in relazione alla salute. È un argomento che entusiasma anche perché divide: tanti pensano che il caffè non faccia particolarmente bene ma serva solo per tenersi svegli, come sono numerosi quelli che invece amano il caffè perché affermano di sentirsi meglio quando lo bevono». La maggioranza, però, spiega lo scienziato, ne valuta le caratteristiche stimolanti: «Questa bevanda, in realtà, è molto più di una semplice soluzione di caffeina, ha tantissime componenti con diverse attività. Io mi occupo in particolare della componente “nera” del caffè, le cosiddette “melanoidine”, che si formano solo durante la tostatura e non sono presenti nel singolo chicco di caffè, che è verde. Quando il chicco viene tostato dà origine a questi composti attraverso una reazione specifica che si chiama la reazione di Maillard» e ciò provoca una serie di effetti benefici.


«Quando pensiamo ai cibi antiossidanti citiamo le verdure, la frutta – ricorda il ricercatore -. È forse insolito, ma va aggiunto il caffè. Le melanoidine, che possiamo dunque dire antiossidanti del caffè, infatti, vengono metabolizzate dalla microflora presente nell'intestino crasso, che così ne beneficia principalmente. Ma questo miglioramento ha un effetto diretto anche sul fegato».


Ecco che emergere un altro importante studio condotto però dalle Facoltà di Agraria insieme a quella di Medicina della Federico II: «Già alcune ricerche dei primi anni 80 mostravano come coloro che facevano abuso di alcol, ma bevevano tanto caffè, avevano meno probabilità di sviluppare malattie gravi del fegato. Partendo da questa evidenza, abbiamo scoperto i meccanismi per cui la bevanda ha un effetto positivo su questo organo così importante, protetto dalla tostatura intensa e, quindi, dall'aumento di melanoidine del caffè».  Gli italiani bevono in media 4 tazzine al giorno e la cosa interessante è che abbiamo riscontrato i benefici già con questo livello di consumo. Peccato non abbia proprietà benefiche anche sui processi di invecchiamento, altrimenti sarebbe il vero elisir di giovinezza.







IL SEGRETO STA NEL METODO DELLA TOSTATURA
 


Che sia filtrato, preparato con la moka, o il classico espresso del bar, il caffè è simbolo del made in Italy e, senza timore di smentita, uno dei piaceri preferiti dagli italiani, sempre alla ricerca del caffè perfetto. Tanto che i palati più esigenti hanno colto l’importanza di tornare a consumare anche in casa il caffè in grani che, se macinato al momento della preparazione, sprigiona tutto il suo aroma e i suoi benefici. 


Ma va specificato che dietro il segreto dell’intenso profumo e del gusto vellutato del caffè italiano c’è la sapienza dei nostri torrefattori, che rappresentano l’eccellenza artigiana nella lavorazione del caffè. Al metodo di tostatura italiana, cosiddetta “intensa”, non si deve soltanto l’aroma e il gusto che tanto amiamo ma anche una ricaduta particolarmente benefica sul nostro organismo, dovuta a tempi e temperature particolari che hanno distinto il nostro caffè in tutto il mondo.